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Silvia Sanna

Nuova Sardegna


Tra emozione e rimpianto eccezionale carrellata di brani
Siligo canta Maria e non dimentica
Tanti amici e artisti della magistrale interprete sarda

Sassari 23-12-03


SILIGO. Centinaia di spettatori seduti nell'anfiteatro seguono con religioso silenzio l'omaggio a Maria Carta organizzato dalla Fondazione che porta il suo nome e dall'amministrazione comunale di Siligo. Il paesino del Mejlogu che ha dato i natali alla più famosa interprete del canto sardo moderno vuole che questo appuntamento diventi stabile. Anzi che diventi il primo e più importante punto di accumulazione delle tradizioni musicali della nostra isola. Il sindaco Gianni Rassu è convinto che nel nome di Maria Carta si possa giocare una importante carta per la riscoperta di questo affascinante personaggio della cultura sarda. Una figura se non dimenticata certo non valorizzata abbastanza fino a oggi. A riaccendere i riflettori intorno alla cantante scomparsa nove anni fa ci pensa anche la rivista "Nur", con un numero speciale presentato domenica pomeriggio, prima dello spettacolo in piazza. La rivista contiene testimonianze e ricordi. Le testimonianze di due figure gigantesche del canto sardo: Anna Maria Puggioni e il chitarrista Aldo Canizza. A loro sono andati i due premi speciali della serata. Ma anche se Giacomo Serreli, impareggiabile presentatore e abile regista della manifestazione (che ha avuto l'ispirazione e il motore propulsivo in Leonardo Marras, già creatore di Ichnos) ripeteva che la kermesse per il Premio Maria Carta "non era un concorso", c'era molta tensione tra i cantanti, i musicisti e i ballerini in attesa di salire sul palco. Tutti si sentivano in gara. E tutti sono stati valutati da una giuria (presieduta dallo stesso Marras) formata da esperti, etnomusicologi e giornalisti. Tre partecipanti per ogni sezione: Innovazione e rielaborazione; canto tradizionale; Voci femminili e Gruppi Folk. Per la prima sezione ha aperto le danze il gruppo di Mario Brai Marenostrum, un ensemble che da tempo coniuga le tradizioni musicali tabarchine con un pop leggero. Molto interesse ha suscitato la prova alle launeddas modificate, di Giuseppe Orrù di Orroli, allievo di Orlando Maxia, e figura nota a coloro che navigano in quel mare di contaminazioni alimentato dal jazz e dalle tradizioni etniche del Mediterraneo. Il premio, invece, è andato a un gruppo che fa base a Olbia: Pater Mediterraneo. Un ensemble variopinto nato dalla testa pelata di quella vecchia volpe di Mauro Mibelli, chitarrista rodato che ha saputo metter su un progetto coinvolgendo musicisti provenienti da varie esperienze e culture: dal jazz alla musica classica. Della formazione oltre allo stesso Mibelli fa parte il trombettista Giovanni Sanna Passino, il tastierista Luca Sirigu, il bassista Paolo Spanu e la cantante Pina Muroni. Il gruppo ha proposto un brano, intitolato "Bandidu" una sorta di slalom jazzistico e accattivante della sempreverde "Corsicana". Hanno affascinato le sonorità e l'impatto scenico dei Tumbarinos di Gavoi, quindici musicisti sul palco capitanati da Piergavino Sedda, e l'abilità al "sulittu" della Marmilla del giovane Mauro Spiga di Sestu, ma la giuria non ha avuto la minima esitazione ad assegnare il premio della sezione "Canto tradizionale" al magistrale impasto di voci dei bravissimi Tenores Mialinu Pira di Bitti, gruppo presente da tempo nel grande circuito della musica etnica internazionale con applaudite tournèe all'estero accanto a stelle quali Hevia. Difficile il lavoro della giuria per la valutazione delle partecipanti alla sezione Voci Femminili: Sandra Ligas di Elmas (accompagnata alla chitarra da Mariano Putzu), Gabriella Cambarau (accompagnata da Bruno Noli) e la sassarese Silvia Sanna (accompagnata dalle chitarre dei bravissimi Pinuccio Cossu e Alfredo Verdicchi). Ma delle tre, tutte bravissime, è stata premiata la sanguigna interpretazione di Silvia Sanna, cantante di buona presenza scenica e possente carica magnetica. Dei tre gruppi folk - il Folk di Burgos, Durdurinu di Oliena e Figulinas di Florinas - la giuria ha voluto premiare il ricco e maturo patrimonio coreografico del gruppo di Florinas che accompagnato dalla voce di Sandro Chessa, la fisarmonica di Giuseppe Cubeddu e la chitarra di Giuseppe Murru, ha interpretato "Su ballu tundu fiolinesu". La serata si è conclusa con una applaudita esibizione del gruppo folk di Usini.

 
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